martedì 26 marzo 2013

Piccola Biografia di Antonio


Antonio Pecorelli nasce il 14 Gennaio 1923 a Trestina, frazione di Città di Castello,
Perugia, da Eudosio ed Ermelinda Pescatori.
Primo di quattro fratelli (nel ’25 viene alla luce Gino, nel ’27 Marzia e nel ’33 Diomira
chiamata Natalina perché nata il giorno di Natale) Antonio trascorre un’infanzia
ed un’adolescenza serena ma è un po’ intemperante.
Gino ricorda quando venne espulso dal Seminario di Trestina perché dal balcone
del primo piano orinava in testa ai frati giù in basso.
Nel 1939 Eudosio, dipendente delle Ferrovie dello Stato, viene mandato a Terni,
al casello doppio sotto Cesi, e tutta la famiglia si trasferisce.
Pochi anni dopo scoppia la guerra ed Antonio parte militare.
Comandato ad Adis Abeba il giorno prima di partire per il fronte passa la serata
con tutta la truppa al Casino della città.
Irrompono gli Inglesi e fanno tutti prigionieri.
Il giorno dopo, invece che al fronte, Antonio si ritrova in aereo in viaggio per l’Inghilterra.
Nei campi di lavoro inglesi si lavora sodo ma si sta bene e i prigionieri possono
intrattenere rapporti con l’esterno.
Antonio conosce una donna, si fidanza e ci fa una figlia.
Finita la guerra, rimane ancora un anno in Inghilterra ma le cose non vanno
e decide di ritornare in Italia.
Trova un impiego con le Tramvie ed inizia a comporre filastrocche e poesie.
Nel ’49 sposa Bruna Celi.
Nel ’56 il loro primo figlio nascerà morto.
Ci riprovano e nel ’57 nasce Fabio.
Dal 1946 al 1957 Antonio fa politica attiva con il Partito Comunista.
E’ segretario della sezione di Gabelletta e organizza feste e gite.
Nel ’52 è eletto Consigliere Comunale.
Ricorda Alvaro Valsenti nel suo libro “Diventammo protagonisti” che Antonio
chiudeva i comizi elettorali con questo slogan: Donne che avete gli occhi belli,
votate Pecorelli!
Dalle filastrocche e poesie in versi liberi passa a comporre, sotto l’influenza del Belli,
i Sonetti che tra il 1960 e il 1980 diventeranno quasi trecento.
Edita quattro libri: Sonetti Ternani, Carellate, Corteo e l’ultimo, antologico, 221 Sonetti.
Continua a fare il bigliettaio sugli Autobus e nel ’75 va in pensione cedendo il posto
alle macchinette obliteratrici.
Sotto la Galleria di Evangelisti conosce Angelo Rossi, poeta di Orvieto,
che con una bancarella improvvisata cerca di vendere “I Sìgoni”,  libro di poesie
in lingua da lui composte.   
Nasce un’amicizia fraterna e un sodalizio artistico che per dieci anni li porterà
a recitare nei teatri, nelle librerie e nelle osterie.
Buon bevitore ed accanito fumatore si becca un tumore al polmone
e il 21 Settembre 1986, nel suo letto in Via Nobili 3, Antonio ci lascia.
Anni dopo gli verrà intitolato un’Asteroide.
 

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